La valutazione critica di un manoscritto
Per avere una prima valutazione critica sul proprio manoscritto, una prassi ormai consolidata ma a mio avviso da evitare, è sicuramente quella di sottoporre il testo all’attenzione di amici e/o parenti.
Perché da evitare? Perché, per quanto possiate negarlo, per quanto la tentazione sia irresistibile, per quanto possiate avere la certezza che il vostro amico/parente-lettore sia la persona più obiettiva di questo mondo, vi rimarrà sempre nella testa l’eco di quella vocina che dirà: “e se non fosse stato del tutto sincero”? Non solo. Se il vostro desiderio è pubblicare un libro, a maggior ragione avrete bisogno di un giudizio “asettico” e non di un parere informale che nella maggior parte dei casi si concretizzerà con un “bello” oppure “mah sai, non mi è piaciuto molto”.
In Italia, esistono associazioni culturali che recensiscono gratuitamente opere altrui, compilando una scheda tecnica di valutazione che analizzi i punti di forza e di debolezza di un manoscritto, in maniera tale da offrire all’autore un punto di vista del tutto avulso e disinteressato. Di solito, chi offre gratuitamente questo genere di servizio è senza dubbio un appassionato di letteratura e non è detto che sia un editor di professione ma, di certo, vi offrirà un parere molto più obiettivo e pertinente di qualsiasi “miglior amico che non mi mentirebbe mai” possiate avere.
Un’alternativa potrebbe essere quella di affidare il vostro scritto a un’agenzia letteraria (o strutture con finalità analoghe) che compilerà la stessa scheda tecnica di valutazione ma, stavolta, previo versamento di una somma calcolata generalmente in base alla lunghezza dell’opera. Se l’agenzia possiede un certo livello di serietà, lascerà il vostro romanzo/racconto/silloge nelle mani di un editor professionista e invierà la scheda entro i termini pattuiti. Ma stabilire il livello di serietà di un’agenzia letteraria è molto difficile sia perché ce ne sono tantissime e non sempre “fisicamente” riconoscibili sia perché non tutti hanno gli adeguati strumenti di valutazione (dati dall’esperienza) quindi, se siete alle prime armi, consiglio di seguire la scelta precedente e di non fermarvi mai al primo giudizio, soprattutto se positivo.
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Pubblicato il 10 febbraio 2009 da Cristiano Sabbatini
Categoria: Punti di vista