Una domanda ai poeti di Ladri d’Emozioni
Sulla scia della precedente intervista realizzata con gli autori del volume Perle Sciolte, primo volume edito all’interno della collana DieciLune Poesia, abbiamo realizzato una nuova intervista collettiva al fine di offrire un’immagine più nitida di coloro che hanno contribuito alla realizzazione del volume Ladri d’Emozioni.
Abbiamo chiesto ai nostri poeti: “Come vivete il vostro esser poeti e che senso date alla vostra poesia nell’epoca attuale?”. Di seguito le loro risposte.
Andrea Contartese
Il sentire poetico non mi estranea né da me stesso né dalla società. Continuo a vivere con i piedi per terra e a comportarmi ordinariamente. Non mi nascondo dalla gente ma neanche mi mostro a trecentosessanta gradi. L’Arte, come la Poesia, la coltivo segretamente, chiuso in me stesso, e quando partorisco opere folli e scintillanti decido di darle in pasto ai lettori perché questi possano giudicare e giudicarsi. Aspetto di vivere per poi trasformare esperienze e sentimenti in emozioni. Non sono un incantatore ma un avvocato della realtà. Il mio unico rimpianto è di essere nato in un mondo così impoetico. Un mondo oscurato dall’ipocrisia, tormentato da inutili lotte, avviato verso un declino che soltanto la luce dell’Arte può parzialmente impedire. E sarà nel Caos più profondo e irrequieto che la mia Poesia brillerà sovrana.
Francesco Di Giorno
Credo che la poesia nell’epoca attuale è un mezzo per dare voce all’anima di chi scrive e di chi ascolta, è uno strumento per evocare immagini. Ogni epoca ha le sue crudeltà e i suoi orrori, ma la nostra si ritrova a dover fare i conti con un mostro: l’indifferenza. La poesia per chi scrive e per chi ascolta cerca di fare breccia nei cuori di chi, a causa di una vita troppo aggressiva, o solo di chi per noia si allontana dai sentimenti umani, è diventato di ghiaccio. La poesia oggi parla anche del buio dei valori che ci circondano e di verità, non solo di bellezze e amori, ma in modo tale da restituire loro una umanità. Essere poeti oggi significa avere quella sensibilità di intuire una chiusura maggiore, un muro eretto solo per difendersi, per paura dell’altro, ma questo non può significare se non uno sconfinato bisogno di umanità. La poesia ci restituisce emozioni, quel senso vivo dell’esistere che la vita rende soffocante. La poesia è la parola dell’uomo, del cuore e della testa. Sempre.
Sacha Giannini
La parola e l’uso, non casuale, di una piuttosto di un’altra, ha in se un significato poetico, anche solo come scelta della stessa. Ogni pensiero è poesia, ma ogni poesia non sempre è un semplice pensiero, anzi, spesso è Arte. Contraddittori rimandi logici, simbolismi e metafore e il cercar motivo e nome alle sensazioni e sentimenti umani, sono alla base di una mia naturale predisposizione poetica e concettuale. Le poesie raccolte sono il risultato di un lavoro che vuole in qualche modo stabilire un contatto con la voce più intima dell’anima e rendere percepibile a chi legge, non tanto quel valore poetico di ricerca lessicale ma assorbire e condividere percezioni sensoriali e perdute memorie, così riconquistate. Poesie… “sospese nel vento” … “a mostrar di luce i nostri spiriti, solo di parole e di versi… sospesi come il vento in quota, prima di baciar l’azzurro mare…”.
Luigino Giliberto
Non mi sento di poter affermare di essere un poeta, ricordo sempre il detto Crociano secondo il quale dopo i 18 anni continuano a scrivere poesie i poeti e gli stupidi, quindi anche io come Fabrizio De Andrè mi esimo dall’annoverarmi tra i primi (anche se lui lo era veramente) in maniera scaramantica per paura che la solita cruda realtà mi possa classificare nella seconda. Amo pensare al verso come ad un’istantanea dei mille volti del mio stato d’animo , come ad un grido liberatorio che lascia andare amarezza e gioia con la medesima intensità, fissando in un foglio vergine quelle parole che rilette spesso mi donano il conforto necessario per proseguire il cammino. Mi sento di affermare però che oggi vi sia tanto bisogno di poesia e del verso come catarsi dall’effimero e da una volgarità diffusa, credo che l’effetto di una rima unita ad un messaggio d’amore, di speranza o disperazione possano ancora salvare questo vecchio ed immaturo mondo.
Bibiana La Rovere
La poesia è come l’albero della libertà a foglie d’oro. Eprimo con lei, la mia passione per la vita, l’ inquietitudine universale in maniera assoluta e personale. La poesia è principio di vita, di una bellezza senza eguali. Elegante e sofisticata. Leggera come un cambio di vento. Così la vivo. Così la respiro.
Eleonora Pozzuoli
Ho impugnato una penna per scrivere qualcosa di mio a 9 anni, dopo aver letto il ‘Diario di Anna Frank’. Scrivo per calmare l’anima, per lasciare che il presente diventi un ricordo e che il ricordo diventi una stella cadente. Non sono poetessa ‘a tutti i costi’, non cerco di sbandierare le mie attitudini e non mi considero una persona artisticamente ‘particolare’, però… prendo questa mia necessità di comunicare come un’ottima occasione per estendere l’invito agli altri, che siano amici, parenti, semplici conoscenti o poeti.
La poesia fa fatica ad emergere, ormai da troppo tempo, in Italia. Troppo spesso, ci troviamo a declamare versi di un trapassato remoto e di questo fervido presente, fatto di poeti nascosti in anfratti e nicchie, ignoriamo la grandezza. Io credo di essere una poetessa di versi sciolti, urbana e propositiva e spero, tramite soprattutto i miei colleghi, di poter aprire quei nascondigli e presentare al mondo i poeti e la poesia di adesso. Condividere e creare una nuova corrente poetica: un sogno forse utopico ma l’unica missione appetibile per chi scrive oggi.
Francesco Rizzi
Il mio esser poeta, / Non vuol dir aver la meta. / È raggiungere / quel fine
che in quel tempo / appar sublime. / E poi essere / un incanto, / rotto a volte / da quel pianto.
Pubblicato il 23 dicembre 2009 da Cristiano Sabbatini
Categoria: Interviste e curiosità