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10 Consigli per sostenere un colloquio di lavoro
Il colloquio rappresenta l’evento cruciale della tua candidatura in qualsiasi realtà lavorativa. È proprio questo il momento in cui devi dare voce e volto al tuo curriculum vitae, in cui il selezionatore osserva attentamente ogni tuo gesto e decide, in soli pochi minuti, se il tuo profilo corrisponde o meno all’attuale ricerca di personale. Ecco i nostri consigli per sostenere un buon colloquio presso la casa editrice Bel-Ami Edizioni senza rischiare di trovarti in situazioni imbarazzanti da cui è impossibile uscire indenni.
1) L’abito fa il monaco. Curare la tua persona e presentarti a un colloquio con un abbigliamento adatto (ma senza strafare), denota in maniera più evidente il tuo interesse verso il ruolo proposto ed è indice di rispetto nei confronti del tuo interlocutore. Lo apprezzerà sicuramente.
2) Non imitare il Bianconiglio. La puntualità è la prima regola di ogni incontro e non ammette imprevisti né deroghe. Se hai perso il treno, ti è scappato il gatto o l’appuntamento precedente si è prolungato oltre misura, sono affari tuoi e, a meno che tu non sia una star del cinema, non provare ad arrivare in ritardo.
3) Informarsi prima, per evitare gaffe dopo. Molti candidati si presentano ai colloqui senza avere la minima idea di chi sia l’azienda che hanno di fronte. Questa “dimenticanza” viene notata immediatamente da qualsiasi selezionatore e le tue domande fuori luogo saranno prova indiscussa di scarsa considerazione nei confronti della struttura per la quale vorresti lavorare.
4) Documenta la tua esperienza. Se hai pubblicato un libro, se sei stato citato in un’antologia di grandi autori del Novecento, se la recensione alla tua opera è stata messa agli atti dell’associazione letteraria più importante d’Italia, sii furbo e porta con te il materiale che lo attesti. Il selezionatore sarà ben felice di prendere atto della tua professionalità documentata.
5) Ti senti un “primo della classe”? Tienilo per te. Non sottovalutare mai il tuo interlocutore, non confondere mai il suo silenzio con l’ignoranza e, soprattutto, evita frasi come “non so se sa che”, “non credo Lei conosca questo e quello” …, perché si riveleranno senza dubbio un potentissimo boomerang.
6) Una domanda banale potrebbe metterti in crisi. Se durante un colloquio ti viene chiesto semplicemente quale sia il tuo libro preferito, non andare nel panico ingoiando una pasticca di cianuro e, se proprio non ti viene in mente, improvvisa e dinne un altro. Purché tu l’abbia letto, ovviamente.
7) Chiarisciti le idee. Non dire mai che puoi ricoprire qualsiasi incarico perché calpesti la tua professionalità. Presenta la tua candidatura per un determinato ruolo e lascia (eventualmente) al tuo interlocutore la possibilità di proporti una diversa collocazione.
8) Non tutti gli errori offrono una seconda possibilità. Ogni colloquio va sempre studiato con attenzione e, a meno che tu non sia un parente del selezionatore, non va mai preso sottogamba. Se giochi male le tue carte e vieni scartato al colloquio è molto difficile che ti sarà proposto un secondo incontro.
9) Impara ad ascoltare. All’interno della Bel-Ami Edizioni si utilizza un modello selettivo basato su: lettura del curriculum vitae, colloquio conoscitivo e prova pratica. Durante il colloquio vengono sempre comunicati alcuni suggerimenti per superare la prova pratica. Ascoltali!
10) Per chiudere in bellezza. Di seguito alcune situazioni (realmente accadute) che ti consigliamo di evitare:
- presentarti al colloquio e non ricordarti per quale ruolo ti trovi lì, non dà una buona immagine di te;
- scrivere nel curriculum vitae che sei laureato in Lettere e dire che Joyce è inglese, non dà una buona immagine di te;
- tagliarti le basette come John Dillinger, non dà una buona immagine di te;
- candidarti come docente ed esprimerti con un forte accento romano, non dà una buona immagine di te.
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